Giro dell’Orsiera G.O.
Il Giro dell’Orsiera (G.O.) è uno splendido trekking ad anello di 6 giorni nel Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, a due passi da Torino nelle Alpi Cozie. Un itinerario escursionistico di circa 55 km ben segnalato e ideale per escursionisti allenati, supportato da una rete efficiente di 5 strutture per il pernottamento: Rifugio Balma (1986 m), Rifugio Selleries (2035 m), Rifugio Toesca (1711 m), Rifugio Amprimo (1375 m) e Rifugio GEAT Val Gravio (1376 m).
Il percorso completo parte e arriva a Borgata Molè (Coazze, Val Sangone), ma la grande versatilità del tracciato permette di iniziare da qualsiasi tappa o di percorrere solo alcune sezioni grazie ai sentieri di arroccamento dal fondovalle. Tra pascoli, pietraie, lariceti e suggestivi laghi glaciali, il cammino offre l’opportunità di avvistare una ricca fauna alpina (camosci, stambecchi, aquile reali) e di degustare i formaggi tipici negli alpeggi del parco.
L’itinerario unisce alla natura anche una forte valenza storica e culturale: lungo il percorso si incontrano testimonianze medioevali come la Certosa di Montebenedetto, incisioni rupestri, mulattiere e antiche borgate rurali. Dai punti panoramici più alti la vista spazia dal Monviso alla Pianura Padana, fino al Rocciamelone e ai rilievi francesi degli Écrins e della Vanoise. (È raccomandato l’uso di una carta escursionistica aggiornata).
→ Per informazioni dettagliate sul percorso, tracciati e riferimenti ufficiali dell’Ente Parco, visita la scheda dedicata al Giro dell’Orsiera sul sito dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie.
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L’intera tappa si sviluppa lungo il sentiero 415 con partenza dalla borgata Molè di Forno di Coazze (1087 m).
Si percorre in salita la dorsale di una morena e un lungo falsopiano fino a quota 1450 m circa dove si trovano le bacheche del confine del Parco naturale Orsiera Rocciavrè e al bosco subentrano gli spazi aperti.
Si fiancheggia quindi brevemente il torrente Balma, fino a una grossa fontana, dalla quale si sale con tornanti verso nord e la vista si apre su un paesaggio dominato da pareti rocciose: a destra (sinistra orografica) la Rocca di Bauti (1724 m), a sinistra (destra orografica) la Rocca Tana dell’Orso (1708 m). Il sentiero prosegue a mezza costa, alto sopra il torrente, e piega a sinistra, fino a superare i contrafforti rocciosi frontali (Cara d’Uslur).
Percorrendo un tratto in salita con alcuni tornanti, dopo circa 20 minuti si giunge al rifugio Balma.
La borgata Molè è raggiungibile mediante strada asfaltata dal Santuario della frazione Forno di Coazze (km. 0,8) ed è possibile parcheggiare l’auto nei pressi del nucleo di fabbricati. Altre possibilità di parcheggio nelle vicinanze sono garantite dal piazzale del Santuario di Forno.

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Dal rifugio Balma si segue il sentiero 415, che sale in direzione del monte Robinet e si sale fino alla fontana del Lupo, o fontana del Diavolo (2360 m), ultimo punto per un sicuro approvvigionamento di acqua.
Il sentiero prosegue in lieve pendenza, sotto le pareti scoscese della vetta del Robinet, fino a imboccare una serie di stretti tornanti che portano al Colletto del Robinet (2635 m).
Dal Colletto del Robinet, l’itinerario del Giro prosegue sul sentiero 341 che scende il vallone del versante Val Chisone, fino all’ampio terrazzo glaciale (sorgente stagionale nel terreno) e affronta il gradino roccioso sottostante (tratto EE attrezzato con catene).
A metà del canale, dopo una captazione di acqua da ruscellamento, il sentiero si biforca: si lascia a sinistra la traccia 341, che scende a Prato del Colle, e si prosegue sul tracciato 366, che scende ancora nel canale e poi, verso destra, attraversa in piano la conca del Vallone di Rouen.
Dopo una risalita ed il lungo tratto a mezza costa, il sentiero scende rapidamente sulla cresta della Costa di Glantin.
Lasciata la cresta, si attraversa il Vallone delle Vallette e si superano i due bivi per la borgata Seleiraut e il Colle di Prà Reale (2529 m). Si procede quindi in direzione nord, sempre sul sentiero 366, con splendida vista sul fondovalle della Val Chisone, il crinale della Val Germanasca e il Monviso sullo sfondo.
Si risale quindi lievemente fino al lago Laus (2274 m), dove si trovano un casotto di sorveglianza e un bivacco aperto tutto l’anno. Da qui, discesa lungo il sentiero 339A, che successivamente confluisce nel sentiero 339, fino al rifugio Selleries, nei pascoli che ospitano anche le bergerie dove si produce il rinomato Plaisentif.
Il Rifugio Balma è raggiungibile dalla Borgata Molè del comune di Coazze con il sentiero 415.
In alternativa, dalla località Forno di Coazze è possibile proseguire in auto in direzione Pian Neiretto e raggiungere la località Cara ‘d Taiè (1179 m.); imboccare il sentiero 415 D che si inoltra in un bosco di betulle e di faggi.
Giunti in prossimità del rio della Balma attraversare e raggiungere la morena sulla sinistra idrografica, ricongiungendosi con il sentiero 415 proveniente da Molè.

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Dalla bacheca del parcheggio del rifugio Selleries si segue il sentiero 337, in direzione monte Orsiera, lago Ciardonnet, Colle del Sabbione.
La traccia raggiunge un pianoro con il bivio, a sinistra, per le bergerie del Ciardonnet e il monte Orsiera (336A). Il nostro itinerario prosegue invece verso destra, e, dopo un tratto pianeggiante, sale verso il vallone sospeso del rio di Malanotte e lo percorre per lungo tratto.
Invece di dirigersi verso la testata del valloncello, dove si trova il Colle di Malanotte, si sale a sinistra (nord) per la massima pendenza, fino al vasto pianoro del Colle del Sabbione (2569 m), da dove appaiono la valle di Susa e l’imponente piramide del Rocciamelone.
Da qui si imbocca il sentiero 510, che, abbastanza ripido, scende con numerosi tornanti fino alle bergerie del Balmerotto (2107 m), supera i bivi con i sentieri per l’Alpe Aciano e per Porta del Chiot e arriva quindi al rifugio Toesca, sul Pian del Roc.
Il Rifugio Selleries è raggiungibile dalla SR 23 del Sestriere, imboccando il bivio della SP 172 in frazione Depot e successivamente (dopo circa 7,7 km) tramite strada intercomunale sterrata che si snoda dalla località di Prà Catinat per una lunghezza di circa 7,5 km. È presente un ampio parcheggio e un’area attrezzata con tavoli da pic-nic.

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Dal rifugio Toesca si riprende in salita il sentiero 510, fino all’incrocio con la traccia 519 per Porta del Chiot (2197 m).
Si imbocca quindi il sentiero 519 che, con ripetuti tornanti, sale rapidamente di quota, fino al colletto, con splendido panorama sulla Val Susa e sugli orridi di Chianocco e Foresto. Si continua quindi sul 519, spettacolare sentiero balcone fino alla breve salita che conduce al Colle del Mulinas (2265 m), da cui si gode, pressoché in verticale sotto i piedi, la vista sulle sottostanti bergerie dell’Orsiera, adagiate in un vasto pianoro pascolivo.
Il sentiero scende percorrendo in lieve discesa tutta la conca delle bergerie, fino agli edifici recentemente ristrutturati e adibiti a bivacco e casotto di sorveglianza per i guardiaparco. Da qui si imbocca la traccia che si dirige verso est, si lascia a sinistra la discesa del sentiero 514 per Pra la Grangia e si guada il torrente, per andare a imboccare il sentiero 525 che taglia a mezza costa il pendio, si infila nel fitto lariceto e scende infine bruscamente verso l’Alpe Toglie (1546 m).
Dall’alpeggio si scende lungo la strada carrozzabile fino al tornante con cartelli segnaletici per il sentiero 521 (Sentiero dei Franchi), con imbocco ben evidente. Questa traccia percorre un lungo tratto di saliscendi fino ad un colletto, oltre il quale scende rapidamente verso la borgata Comba (1404 m), che si oltrepassa proseguendo diritto. Costeggiati i pascoli della Comba, si scende al torrente Gerardo, che si attraversa su un rustico ponticello, quindi si risale sui prati, fino all’ampia valletta erbosa di Pra Mean, al di là della quale, superata una sella erbosa, si trova il rifugio Amprimo.
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In alternativa al lungo giro dalle bergerie dell’Orsiera e dall’Alpe Toglie, si può effettuare la discesa diretta dal rifugio Toesca al rifugio Amprimo seguendo il sentiero 510 (tempo di percorrenza: 1 ora; dislivello in discesa: 335 m.) su un percorso molto facile e ben segnalato che passa in prossimità dell’Alpe Balmetta Vecchia.
Il Rifugio Toesca è raggiungibile tramite due itinerari: 1) da San Giorio imboccare la strada asfaltata che raggiunge la frazione Città, proseguire per un tratto di sterrata fino al parcheggio di Cortavetto e di qui imboccare il sentiero escursionistico 513 che in circa 40 minuti conduce al Rifugio Amprimo e per raggiungere il rifugio Toesca proseguire sul sentiero 510 con un’ora di cammino; 2) da Bussoleno raggiungere su strada carrozzabile (con tratto in sterrato) il parcheggio delle Sagnette quindi imboccare il sentiero 510 che conduce in 20 minuti al Rifugio Amprimo e con un’altra ora di cammino al Rifugio Toesca.

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Dal rifugio Amprimo si segue il sentiero 513 (Sentiero dei Franchi), poi al bivio con il sentiero 513A si abbandona il Sentiero dei Franchi e si scende a sinistra ai laghetti del Paradiso delle Rane.
Si prosegue quindi sul sentiero che risale al parcheggio e si scende a fianco della strada carrozzabile in direzione della borgata Città. Una volta raggiunta la borgata, si continua per meno di un chilometro sulla strada che porta alla borgata Adret, dove, nei pressi della chiesetta, si imbocca il sentiero 524 in direzione della Certosa di Montebenedetto e di Pian dell’Orso.
L’itinerario attraversa quindi il torrente Gravio, risale il versante destro del vallone con una breve china e si affaccia sui pascoli circostanti la Certosa di Montebenedetto, che si raggiunge dopo poche centinaia di metri su strada sterrata.
Dopo la sosta al complesso certosino si torna leggermente indietro sulla stradina sterrata di accesso, fino a incrociare, sulla sinistra, il sentiero 506. Dopo un primo tratto di salita ripida, il sentiero prosegue con pendenza moderata tra lariceti e dopo un’ora circa si raggiunge il rifugio GEAT Val Gravio.
La presente tappa si presta ad alcune varianti tramite sentieri di collegamento:
a monte del Paradiso delle Rane, scendendo dal rifugio Amprimo sul sentiero 513, è possibile imboccare il bivio del sentiero 513A che procede in direzione est in un bosco di conifere e sale alla borgata Travers a Mont. Attraversata la borgata, il sentiero prosegue fiancheggiato per gran parte della sua lunghezza da muri di pietra a secco. Si superano le borgate disabitate di Pois e Passet. Si giunge successivamente al bivio con sentiero 512 che sale dall’Adret e lo si percorre. Superato uno sperone roccioso il sentiero lascia il bosco di latifoglie per entrare in un lariceto alternato a radure e pascoli e prosegue con una pendenza moderata fino al rifugio.
Percorrendo il sentiero 512 si ha comunque la possibilità di raggiungere la Certosa di Montebenedetto: dopo essere entrati nella prima radura e avere percorso una breve discesa si trova il bivio con il sentiero 512A, un sentiero di collegamento che permette ai cavalli di guadare il torrente Gravio in sicurezza e quindi si scende verso Montebenedetto.
Il rifugio Amprimo (Bussoleno) è raggiungibile tramite due itinerari: 1) da San Giorio imboccare la strada asfaltata che raggiunge la frazione Città, proseguire per un tratto di sterrata fino al parcheggio di Cortavetto e di qui imboccare il sentiero escursionistico 513 che in circa 40 minuti conduce al rifugio Amprimo; 2) da Bussoleno raggiungere su strada carrozzabile (con tratto in sterrato) il parcheggio delle Sagnette quindi imboccare il sentiero 510 che conduce in 20 minuti al rifugio Amprimo.

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Dalla terrazza del rifugio si attraversa il ponte sul torrente Gravio, seguendo le indicazioni del sentiero 522 (Sentiero dei Franchi). All’incrocio con il sentiero 506 si prosegue diritto, risalendo il versante destro del vallone, fino a addentrarsi nel vasto bosco di maggiociondoli che ricopre gli antichi pascoli certosini di Pian Signore.
Ai successivi bivi si continua a seguire la traccia del Sentiero dei Franchi che, tra continui saliscendi, attraversa a mezza costa il versante destro valsusino, fino a uscire dai boschi nei pressi dell’Alpe Fumavecchia.
Da qui, imboccare il sentiero 524 che taglia la strada carrozzabile e si addentra nel lariceto, dove, dopo un tratto inizialmente pianeggiante, si inerpica erto sul costone.
Proseguendo sul sentiero 524, dopo una ripida salita, si raggiunge Pian dell’Orso (1860 m). Nei pressi della Cappella della Trasfigurazione si gode di una magnifica vista su tutta la bassa Val Susa, la Sacra di San Michele e oltre, fino a Superga.
Superato il colletto, si torna in Val Sangone, nel vallone del Sangonetto. Si imbocca verso est il sentiero 435 in direzione del colle Bé Moulè con un primo tratto in piano, per poi scendere a Pian Bergart e al suddetto colle, dove è posizionata una bacheca del Parco.
Poco oltre la bacheca prestare attenzione ad un palo segnaletico indicante il sentiero 420A che, dirigendosi verso sud, scende al ponticello di Pian Gorai dove termina, attraversando una zona boscata alternata a radure pascolive.
Giunti al ponte in legno attraversarlo e percorrere per pochi metri in discesa il sentiero 420, per imboccare, subito dopo un’altra bacheca del Parco, il sentiero 419A che conduce a Pian Gorai; raggiunto il pianoro seguire le tacche bianche e rosse che in leggera discesa lo contornano e portano al guado sul rio Palè per poi risalire sull’opposto versante ed arrivare ad intersecare la strada sterrata poco più a monte delle baite del Palè.
Attraversata la strada si prosegue in direzione sud-est dove si trova un palo segnaletico che indica l’inizio del sentiero 419B che si segue sino a giungere al guado sul rio della Fuglia.
Guadato agevolmente il rio si risale dalla parte opposta fino ad incontrare un palo segnaletico con l’indicazione Roc dou Iermou.
Si affronta adesso il tratto più impegnativo con una salita piuttosto ripida in un bosco misto di latifoglie. Successivamente la salita si fa più graduale.
Si arriva così all’incrocio con il sentiero 419 e lo si percorre in direzione del Ciargiur del Forno.
Si sbuca in una radura posta poco più a monte del Roc dou Iermou (1485 m), si continua in leggera discesa in direzione sud fino ad arrivare al sentiero 417A che ci permette di raggiungere le baite del Ciargiur del Forno dove termina.
Attraversate le baite del Ciargiur del Forno si continua a scendere lungo il sentiero 417 che passa in un bosco misto di latifoglie, fino ad arrivare a dei ruderi di case, il colletto di Ruata.
A questo punto si abbandona il sentiero 417 che porta a Ruata e si devia a destra sul sentiero 416A. Dal colletto di Ruata, tralasciato il primo sentiero in piano sulla destra che conduce alla Chè Veii, si continua lungo il sentiero 416A che scende fino a raggiungere il rio Ricciavrè.
Attraversata una zona erbosa, dove finisce il 416A, si incontra il sentiero 416 che si inoltra nel vallone del Ricciavrè e che proviene dalla borgata Flizzo.
Si percorre per un breve tratto il sentiero 416 per arrivare alle case di Flizzo e si continua sul sentiero 416B passando a monte delle abitazioni fino ad un piccolo rio che si attraversa.
Proseguendo si attraversa un secondo rio. Le baite della borgata Molè sono già visibili; il sentiero arriva nella borgata dove si innesta sul sentiero 415 per il rientro al punto di partenza.
Il rifugio GEAT Val Gravio (San Giorio) è raggiungibile tramite due itinerari: da San Giorio percorrere la strada asfaltata che raggiunge la frazione Città e proseguire fino al parcheggio della borgata Adret. Da qui imboccare il sentiero escursionistico 512 che in circa 55 minuti conduce al Rifugio GEAT Val Gravio; da Villlar Focchiardo percorrere la strada asfaltata (con ultimo tratto in sterrato) fino al parcheggio nei pressi della Certosa di Montebenedetto; imboccare il sentiero 506 che in circa un’ora conduce al rifugio GEAT Val Gravio.



